ARTI ESPRESSIVE E TEATROTERAPIA

La creatività non è una dote che appartiene solo a poche persone, ma è una dimensione psicologica che esiste a livello potenziale in ogni essere umano.

L’Arte Terapia mira a sviluppare il potenziale creativo che è in ognuno di noi e che costituisce una risorsa per la gestione del mondo degli affetti e delle emozioni.

Essere creativi è imparare ad utilizzare le proprie emozioni come risorse per entrare in contatto con se stessi e con il mondo esterno; è imparare a vedere le cose da diversi punti di vista; è esplorare strade prima non considerate; è sviluppare fiducia nelle proprie potenzialità ed effettuare delle scelte.
Fondamentale in questi percorsi è il gruppo; lavorare in gruppo significa sviluppare le risorse relazionali, espressive e comunicative, attraverso la condivisione e il confronto creativo: ogni persona potrà riconoscersi nell’altro, aprendo al contempo, uno spazio di riflessione e attenzione sul proprio sé.
Anche nel percorso individuale si ottengono ottimi risultati soprattutto perché si scavalca il limite della razionalità a cui è legata la parola e si indagano le emozioni attraverso altri strumenti di natura artistica-espressiva!

Eccellente con i bambini ed altrettanto stupefacente con gli adulti che hanno la possibilità di contattare il loro bambino interiore ed attingere a risorse ormai sopite.

LA TEATROTERAPIA.

Le attività creative ed artistiche consentono di sperimentare aspetti di sé stessi altrimenti difficilmente conoscibili e vivibili. Una delle cosiddette forme di “arteterapia” applicabile in contesti anche molto semplici a tutte le età, è la Teatroterapia, che utilizza le potenzialità del “gioco delle parti” per sostenere interventi di prevenzione del benessere, di educazione, di integrazione e di cambiamento. Le possibilità offerte dalla creazione e dall’interpretazione di ruoli, competentemente combinate alle conoscenze e competenze delle scienze psicologiche, consentono di creare percorsi di riabilitazione e programmi in grado di consentire di sostenere la cura della mente.
La Teatroterapia conduce l’individuo verso la scoperta e l’accrescimento della propria creatività ed espressività.
L’interpretazione di un ruolo in scena può consentire di esperire delle parti di sé non quotidiane che ci si rifiuta di conoscere in prima persona, ma che possono essere vissute attraverso la dimensione sicura del “personaggio” che consente di sospendere temporaneamente le conseguenze delle proprie azioni pur consentendo di ascoltare i vissuti che il “rappresentare” può generare. Il teatro diviene, in tal modo, un gioco di ruoli e di sensazioni che, attraverso l’interpretazione di storie reali o fittizie, consente di esplorarsi.
In questo senso il teatro assolve alla funzione terapeutica che nasce dal consentire la piena espressione e realizzazione di se stessi, superando pregiudizi e stereotipi, accogliendo dolcemente parti rifiutate della propria storia o di se stessi che possono essere rimesse in scena nella finzione e reincastrate nel proprio mondo interno. Dopo aver creato un luogo protetto di rappresentazione delle parti più intime di sé una persona può scoprire e ristrutturare la propria personalità attraverso il personaggio, lasciando cadere le maschere e accedendo alla propria vera identità, a ciò che può sentire di essere, trovandosi nei panni di ciò che nella quotidianità non è e non riesce ad essere.
La teatroterapia, in questo senso, è un aiuto per comprendere meglio “chi si è” e “cosa si desidera essere una volta liberi da vincoli sociali”.
L’approccio teatroterapeutico consente altresì di agire ciò che non si può esprimere a parole o che non sarebbe ugualmente liberatorio raccontare, consentendo un’“abreazione scenica” che può coinvolgere eventi vissuti nel passato che possono essere simbolicamente ripercorsi e trasformati attraverso l’improvvisazione che rende possibile riscrivere e trasformare una sceneggiatura, cambiando dettagli comportamentali e sfumature emozionali anche più volte.
Inoltre, il contesto protetto del palco permette di imparare nuove reazioni cognitive e comportamentali sperimentando un altro “sé” in situazioni temute che possono essere affrontate, attraverso la drammatizzazione, seguendo percorsi graduali di desensibilizzazione in grado di insegnare a comprendere le proprie reazioni disfunzionali e di allenare, nella finzione scenica, nuove risposte psicofisiche adattive e efficienti.
Il piacere di recitare e improvvisare, di danzare e cantare, di disegnare e scrivere, rinvigorisce il dialogo interiore tra corpo-mente-spirito, creando le condizioni per l’autoanalisi dei vissuti.
Il processo artistico, opportunamente utilizzato, consente l’espressione e la trasformazione dei vissuti.
Il laboratorio di Teatroterapia consente ai membri del gruppo di conoscere il proprio corpo e la propria creatività senza giudicare gli altri e senza giudicare se stessi, di cogliere le mille sfumature che la libera espressività ha in ogni individuo, di scoprire il valore della diversità e le potenzialità insite in ciascuno: potenzialità che possono essere portate alla luce da discipline a mediazione teatrale e corporea.
La Teatroterapia permette, inoltre, di riconoscere i propri limiti e quelli altrui, imparando non solo ad accettarli, ma anche a servirsene come strumento di crescita personale.
Una delle funzioni e degli obiettivi della teatroterapia è di permettere “l’unità nella diversità”, ossia realizzare l’unità fra i componenti del gruppo preservando l’identità differenziata di ciascuno, attraverso la cultura del rispetto e del non-giudizio.
La teatroterapia offre l’opportunità di mettersi alla prova, calarsi nei panni di “un altro” per poi tornare su se stessI rinnovatI. La catarsi teatrale ha conseguenze positive anche nel vivere quotidiano, soprattutto sul livello di consapevolezza e autostima.